Val di Noto, anzi Notissimo (La Stampa)

Oggi su La Stampa Paolo Massobrio ci porta in Sicilia, a Ispica (Rg), dove Massimo Padova nel 1994 decise di ristrutturare i vigneti del bisnonno e avviare la cantina, che oggi è un B&B con tre suite e 7 camere.

39151983b49eff00c64e61619da93c4c_f34360.jpg
Continue reading “Val di Noto, anzi Notissimo (La Stampa)”

I Top Hundred Siciliani 2017 di Papillon

Nuovo giro di giostra e nuovi vini premiati: è la volta dei Top Hundred 2017 di Papillon, i vini scelti da Paolo Massobrio e Marco Gatti, i due giornalisti con il papillon.

4117c30f7ae4cd649abbd67d52b02aba_f32704

La loro sfida annuale è quella di individuare 100 cantine nuove con un vino che possa salire agli onori del miglior vino d’Italia. Sono i Top Hundred di Papillon, che saliranno sul palco di Golosaria, domenica 12 novembre, per la prima volta, perché da 15 anni, non viene mai premiata la cantina degli anni precedenti. Quest’anno, ad esempio si registra l’exploit della Sicilia, davvero ricca di novità, così come il dinamico Triveneto. E noi di Vini di Sicilia non possiamo che raccontarvelo. Continue reading “I Top Hundred Siciliani 2017 di Papillon”

Vino della settimana: Doc Eloro Sciavé 2013 di Riofavara (Cronache di Gusto)

Degustiamo lo Sciavè, dalla pronuncia dialettale del nome del nonno Saverio, il vino più prestigioso. Nasce dalle vigne più vecchie, in due contrade caratterizzate da suoli ricchi di calcare: 1,5 ettari a cordone speronato e 1,8 ettari ad alberello pantesco, quindi basso, di quasi 50 anni. Raccolta a mano con selezione che continua in cantina prima della diraspatura. Criomacerazione a 10° per due giorni a cui segue la fermentazione in acciaio con lieviti spontanei, come per tutti i rossi; macerazione per almeno 20 giorni con follature e rimontaggi.

Dopo la pressa soffice torna in acciaio dove svolge la fermentazione malolattica e dove decanta staticamente per 60 giorni, successivamente in barrique e tonneau in poca parte nuovi dove affina per 14 mesi.

Solo le migliori botti diventano Sciavè e dopo la selezione ritorna in acciaio per decantare a freddo; quindi senza chiarifica, nè stabilizzazione nè filtrazione riposa in bottiglia per almeno un altro anno. Solfiti aggiunti in quantità lievissima, solo all’imbottigliamento, tanto da trovarne alla fine la trascurabile quantità di 40 milligrammi per litro. Insomma un vino che possiamo definire, come a molti piace, naturale.

Nel calice il colore è rubino carico, denso e brillante con i bordi porpora. Un olfatto particolarmente intenso, franco ed equilibrato, note terziarie di cioccolato, pepe, liquirizia, tabacco su un fondo di cappero e di confetture di amarene e fragoline. Splendido e serio. Da questo naso non ti aspetteresti in bocca un vino così vivace, ricco di acidità e di tannini morbidi, che però gradualmente si evolve diventando pieno, armonico, caldo, strutturato e lungamente fragrante. Un vino di classe, un degno rappresentante di quello che il Nero d’Avola può esprimere e per giunta per tanti anni.

Sorgente: Il vino della settimana: Doc Eloro Sciavé 2013 di Riofavara