Sicilia, il Passito della Solidarietà

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“Per noi il vino è sempre stato gioie e dolori perché vissuto con passione e amore, non come semplice mestiere o business. Questa mattina la più brutta delle sorprese, di quelle che ti lasciano basita, incredula: hanno rubato il nostro zibibbo quasi appassito, quindi per noi ancora più prezioso. Un lavoro enorme di un anno, fra cura della vigna e poi di una difficilissima vendemmia. RUBATO in una notte. In un territorio dove papà ha iniziato a lavorare con difficoltà ma caparbietà credendo fortemente in questo vino e dove si dorme con le porte aperte per la fiducia che abbiamo sempre avuto in questa isola. Non ci sono parole, solo delusione e amarezza”.

Questo il post apparso in questi giorni su Facebook e firmato da Gipi De Bartoli, #vendemmia2018 #Zibibbo #Bukkuram

Uno di quei post che non vorremmo mai leggere. Che dice tutto. Che insieme a tanta tristezza scatena rabbia, dolore…

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Viaggio a Pantelleria, l’isola degli eroi del vino (Tp24)

L’uomo, e la natura, a Pantelleria, trova sempre la soluzione per sopravvivere. Per sopravvivere ai venti forti che soffiano costantemente travolgendo quest’isola nel cuore del Mediterraneo. Al caldo e alla siccità che rendono preziosa ogni goccia d’acqua che il cielo dona a questa terra. Da millenni Pantelleria è un’isola eroica. Come la sua agricoltura e il sistema ad alberello premiato con il riconoscimento di Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco. Una pratica agricola per i vitigni, e quella varietà, lo Zibibbo, che resiste ed è forza di un’isola che ha nella terra, più che nel mare, la propria fonte di vita.

Basta percorrere in tutti i suoi 52 chilometri la strada perimetrale per accorgersi che, a differenza di altre, Pantelleria non è un’isola di pescatori, non è isola che guarda al mare ma alla terra, è luogo di agricoltori. Un popolo che nei secoli ha saputo trovare rimedio alle avversità ambientali. La morfologia montuosa, vulcanica, di Pantelleria ha portato alla coltivazione per terrazze. L’isola è esposta a forti venti, a cui si è trovato rimedio. Come con i giardini panteschi, dove far crescere arance e limoni, riparati da una costruzione in pietra circolare. I vitigni poi non si sviluppano in filari, ma in ampiezza.

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Quando i vini sono eroici. 19, 20 novembre 2017, 5° edizione “Vini da Terre Estreme”

Tra pochi giorni si alza il sipario su “Vini da Terre Estreme” (19-20 Novembre) che anche per questa quinta edizione si tiene a Villa Braida, esempio tipico di architettura veneta dell’800 a pochi chilometri da Venezia. Arrivano da tutta la Penisola, sono oltre 60 le cantine provenienti dalle zone più impervie, dai terrazzamenti, dalle piccole isole e dalle montagne, spesso lontane dalle vie di comunicazione e spesso difficili da raggiungere. Sono cantine “eroiche” che grazie alla tenacia di alcuni piccoli-grandi vignaioli sono in grado di regalarci vini straordinari – spesso con produzioni di poche migliaia di bottiglie – in contrapposizione con vini fotocopia che imperversano in ogni angolo del pianeta. Coltivano vigne in minuscoli fazzoletti di terra, strappati alla montagna, alle rocce o al mare. Sono vigne valorose situate su terreni con forti pendenze (superiori al 40%) o allevate in altitudine sopra i 650 metri oppure, come alle Cinque Terre o in Costiera Amalfitana, distribuite su terrazzamenti a strapiombo o allevate su piccole isole che arrivano a pochi metri dal mare. 

Le cantine che rappresenteranno la Sicilia saranno Nino Barraco, Eudes, Cantina Gabriele Antonio, La Gelsomina, Minardi, Tenuta Monte Gorna, Cantina di Nessuno e Salvatore Murana Vini. Continue reading “Quando i vini sono eroici. 19, 20 novembre 2017, 5° edizione “Vini da Terre Estreme””