Etna: nuovi vini molto antichi

Emozionante il racconto dell’Etna, fatto da alcuni dei suoi più grandi protagonisti: Andrea Franchetti, Alberto Graci, Salvo Di Bella, Benjamin Spencer, Salvo Foti e Frank Cornelissen su Rai Italia:

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7 Bottles that Put Sicily on the Map of Trendy Wine Regions (Food & Wine)

Terroir hunters love the stuff: a soil of salty ash, pumice and rock, steep slopes, and a star grape variety—Nerello Mascalese—that can channel intense minerality and that tastes like the lovechild of Nebbiolo and Pinot Noir. The appellation has attracted a flock of talented winemakers, some avant-garde, some seeking to revive the oldest traditions (three of them profiled below), and a new generation of drinkers who love a good story as much as a great glass.

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L’Etna colpisce ancora. Perché tutti vogliono fare i vini del Vulcano? (Gambero Rosso)

A’ muntagna, come gli etnei chiamano il vulcano, è diventato il nuovo Eldorado siciliano. Una sorta di terra promessa, a cui un sempre maggior numero di imprenditori – siciliani ma anche di altre regioni – è approdato o è in procinto di approdare.

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Salvo Foti, the pillar of tradition in Mt Etna winegrowing (Wine — Mise en abyme)

Viticulture on the mountain is a mix of the traditional and these “newer” training systems and associated practices. There is no fiercer proponent and advocate of the traditional approach than Salvo Foti. Continue reading “Salvo Foti, the pillar of tradition in Mt Etna winegrowing (Wine — Mise en abyme)”

Contrade dell’Etna 2017. Le 10 contrade scelte da VinidiSicilia

Contrade dell’Etna sta diventando sempre di più un’opportunità per far conoscere i vini dell’Etna al di là non solo dello stretto, ma oltre i confini nazionali.

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Il Carricante raccontato da Salvo Foti (su Cronachedigusto)

Il Carricante, sino agli anni ’50, era il più diffuso vitigno a bacca bianca della provincia di Catania, occupando il 10% della superficie ad uva da vino. Intorno al 1885 fu anche introdotto nella provincia di Agrigento, Caltanissetta e Ragusa, non trovando però diffusione.

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“Puntiamo solo su vini che non passano mai di moda” (Vito Catania su Cronachedi gusto)

Intervista a 360° sul mondo del Cerasuolo e dei vini di Sicilia a Vito Catania, patron di Gulfi su Cronachedigusto.

La rivoluzione di Gulfi parte da qui, dall’inizio del lavoro di Vito Catania che intuisce le potenzialità di quella zona in piena Docg e di come Gulfi possa diventare il riferimento, non solo siciliano, per certi vini di classe, eleganza ed unicità. La storia della famiglia Catania è una di quelle comuni a molti siciliani.

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L’Etna di Salvo Foti, con i Vigneri e “a Muntagna” (Giornalevinocibo)

La competenza de I Vigneri di Salvo Foti: “I vigneri sono contadini, muratori, enologi. Tirano su i muretti a secco nelle vigne, sanno quali piante spontanee lasciar crescere per preservare la biodiversità, sanno come lavorare su queste terrazze.

Per meccanizzare il lavoro qui dovresti spianare, ma non è possibile e, soprattutto, si perderebbe la specificità di questo territorio. Le spese per preparare il terreno sono altissime e servono persone che sanno farlo.

Per mettere a produzione un ettaro servono 60mila euro e ci vogliono dieci anni per recuperarli. Infatti, mio nonno diceva: ‘il vigneto dà il meglio di sé in 30 anni’. Ci vuole tempo.

Forse anche per questi motivi la viticultura siciliana negli anni si era spostata nella Sicilia occidentale: lì magari c’era una tradizione più modesta ma tanti spazi aperti da coltivare.

E così, qui sull’Etna, l’aspetto viticolo si era perso negli anni. È sempre più difficile trovare persone che sanno coltivare questi vigneti secondo le necessità tipiche di queste contrade: qui non si può meccanizzare, l’uva convive con nocciole, castagne, mele e pere, devi manutenere le terrazze, non hai bisogno di concimare ma devi avere conoscenza e devi interpretare la vite”.

Sorgente: L’Etna di Salvo Foti, con i Vigneri e “a Muntagna” | giornalevinocibo

Gulfi, tempo di vendemmia 2016 (Prima Pagina News)

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“Anche quest’anno siamo grati alla nostra terra – afferma Vito Catania, patron di Gulfi -. Abbiamo avuto un’estate fresca e le uve si contraddistinguono per l’ottima qualità e per la spiccata acidità. Non ci meravigliamo di vederle così belle, perché la natura fa il suo corso ed è riconoscente”.

“Gulfi ha edificato la sua cantina in una terra generosa, vocata da secoli alla viticultura. Il clima e la coltivazione delle viti, con rispetto e con i metodi della tradizione dei viticultori siciliani, senza uso di prodotti chimici e irrigazione, sono la nostra garanzia. Il resto lo dirà la bottiglia stessa”, prosegue il produttore. “”Se c’è un merito, oltre a quello della generosa natura, è uno soltanto: saperla rispettare. Questo fa Gulfi e continua a fare”.

L’azienda, del resto, ha una sola condotta che segue con coerenza, salvaguardandone i principi di base: la Naturalità, che trova il suo riflesso nella viticoltura biologica e nella vinificazione non invasiva; l’Alberello che per Gulfi rappresenta il solo sistema che permette, in un clima così estremo come quello della Sicilia, di produrre dei vini di grande complessità e finezza; e infine il rispetto dei vitigni autoctoni che esprimono al meglio l’essenza della Sicilia stessa.

Sorgente: Prima Pagina News – Gulfi, tempo di vendemmia 2016. Ottima qualità delle uve, sane e dotate di spiccata acidità