Salvo Foti, the pillar of tradition in Mt Etna winegrowing (Wine — Mise en abyme)

Viticulture on the mountain is a mix of the traditional and these “newer” training systems and associated practices. There is no fiercer proponent and advocate of the traditional approach than Salvo Foti. Continua a leggere “Salvo Foti, the pillar of tradition in Mt Etna winegrowing (Wine — Mise en abyme)”

Contrade dell’Etna 2017. Le 10 contrade scelte da VinidiSicilia

Contrade dell’Etna sta diventando sempre di più un’opportunità per far conoscere i vini dell’Etna al di là non solo dello stretto, ma oltre i confini nazionali.

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Il Carricante raccontato da Salvo Foti (su Cronachedigusto)

Il Carricante, sino agli anni ’50, era il più diffuso vitigno a bacca bianca della provincia di Catania, occupando il 10% della superficie ad uva da vino. Intorno al 1885 fu anche introdotto nella provincia di Agrigento, Caltanissetta e Ragusa, non trovando però diffusione.

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“Puntiamo solo su vini che non passano mai di moda” (Vito Catania su Cronachedi gusto)

Intervista a 360° sul mondo del Cerasuolo e dei vini di Sicilia a Vito Catania, patron di Gulfi su Cronachedigusto.

La rivoluzione di Gulfi parte da qui, dall’inizio del lavoro di Vito Catania che intuisce le potenzialità di quella zona in piena Docg e di come Gulfi possa diventare il riferimento, non solo siciliano, per certi vini di classe, eleganza ed unicità. La storia della famiglia Catania è una di quelle comuni a molti siciliani.

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L’Etna di Salvo Foti, con i Vigneri e “a Muntagna” (Giornalevinocibo)

La competenza de I Vigneri di Salvo Foti: “I vigneri sono contadini, muratori, enologi. Tirano su i muretti a secco nelle vigne, sanno quali piante spontanee lasciar crescere per preservare la biodiversità, sanno come lavorare su queste terrazze.

Per meccanizzare il lavoro qui dovresti spianare, ma non è possibile e, soprattutto, si perderebbe la specificità di questo territorio. Le spese per preparare il terreno sono altissime e servono persone che sanno farlo.

Per mettere a produzione un ettaro servono 60mila euro e ci vogliono dieci anni per recuperarli. Infatti, mio nonno diceva: ‘il vigneto dà il meglio di sé in 30 anni’. Ci vuole tempo.

Forse anche per questi motivi la viticultura siciliana negli anni si era spostata nella Sicilia occidentale: lì magari c’era una tradizione più modesta ma tanti spazi aperti da coltivare.

E così, qui sull’Etna, l’aspetto viticolo si era perso negli anni. È sempre più difficile trovare persone che sanno coltivare questi vigneti secondo le necessità tipiche di queste contrade: qui non si può meccanizzare, l’uva convive con nocciole, castagne, mele e pere, devi manutenere le terrazze, non hai bisogno di concimare ma devi avere conoscenza e devi interpretare la vite”.

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Gulfi, tempo di vendemmia 2016 (Prima Pagina News)

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“Anche quest’anno siamo grati alla nostra terra – afferma Vito Catania, patron di Gulfi -. Abbiamo avuto un’estate fresca e le uve si contraddistinguono per l’ottima qualità e per la spiccata acidità. Non ci meravigliamo di vederle così belle, perché la natura fa il suo corso ed è riconoscente”.

“Gulfi ha edificato la sua cantina in una terra generosa, vocata da secoli alla viticultura. Il clima e la coltivazione delle viti, con rispetto e con i metodi della tradizione dei viticultori siciliani, senza uso di prodotti chimici e irrigazione, sono la nostra garanzia. Il resto lo dirà la bottiglia stessa”, prosegue il produttore. “”Se c’è un merito, oltre a quello della generosa natura, è uno soltanto: saperla rispettare. Questo fa Gulfi e continua a fare”.

L’azienda, del resto, ha una sola condotta che segue con coerenza, salvaguardandone i principi di base: la Naturalità, che trova il suo riflesso nella viticoltura biologica e nella vinificazione non invasiva; l’Alberello che per Gulfi rappresenta il solo sistema che permette, in un clima così estremo come quello della Sicilia, di produrre dei vini di grande complessità e finezza; e infine il rispetto dei vitigni autoctoni che esprimono al meglio l’essenza della Sicilia stessa.

Sorgente: Prima Pagina News – Gulfi, tempo di vendemmia 2016. Ottima qualità delle uve, sane e dotate di spiccata acidità

From Etna and the Salty Sea, a White of Great Potential (The New York Times)

Eric Asimov speaks again about Etna’s wines, this time focusing on Carricante. His article yesterday in The New York Times: Continua a leggere “From Etna and the Salty Sea, a White of Great Potential (The New York Times)”

Salvo Foti’s Vigna Di Milo: Etna authenticity and fire (Il Sole 24 ore)

The latest among Salvo Foti’s many projects is a vineyard, half a hectare in size, at an altitude of 900 meters on Mount Etna’s eastern slope: Vigna di Milo. Here, Salvo has been growing ungrafted, bush-trained Carricante vines (that is, ungrafted onto American rootstock) for the past four years. He personally selected and propagated the vines in the course of many years’ vineyard management among the drystone walls that punctuate Mount Etna’s slopes.

The rest of the article is here.