La “signora del Cerasuolo”: tra versi di Dante e vigneti dedicati, la scommessa sul nuovo vino (Cronache di Gusto)

E’ il vino che da anni sognavo di fare, anche per dare maggiore visibilità al Cerasuolo di Vittoria di cui sono orgogliosa di esserne ambasciatrice nel mondo”.

Così Gaetana Jacono, sesta generazione di viticoltori che con l’azienda Valle dell’Acate nel ragusano hanno contribuito alla crescita dell’attività vitivinicola della Sicilia, presenta “Iri da iri Cerasuolo di Vittoria Docg classico 2013” che, degustandolo, dimostra di essere ancora in evoluzione perché è un vino destinato ad invecchiare molto di più del tradizionale Cerasuolo. Tant’è che la “creatura” tanto desiderata dalla raffinata signora del Cerasuolo, che si divide tra la Sicilia e Milano quando non è in giro per il mondo, e che è stata creata e seguita con amore dall’enologo piemontese Carlo Casavecchia, rappresenterà sicuramente una sorta di rivoluzione per la denominazione “Cerasuolo di Vittoria”. E, per questo ottimo vino che “Vitae”, la guida dei vini dell’Ais, ha assegnato il massimo del punteggio, i quattro tralci aggiunge anche la freccia che identifica i vini Cupido perché caratterizzati da un intenso valore emozionale tanto che in degustazione suscitano amore al primo sorso, la signora Jacono è stata illuminata da un verso della “Divina Commedia” per “l’emozione che mi ha dato già alla prima degustazione-prova che ho fatto con Carlo; mi ha così emozionata che iri da iri è veramente il nome giusto”. Se fosse fra noi, anche Dante ne sarebbe stato contento, ha detto sottovoce uno degli invitati alla degustazione-presentazione del vino che si è tenuta nello storico Palazzo Serbelloni, dove nacque l’Illuminismo milanese per iniziativa di letterati come Giuseppe Parini e Pietro Verri. Continue reading “La “signora del Cerasuolo”: tra versi di Dante e vigneti dedicati, la scommessa sul nuovo vino (Cronache di Gusto)”

I Top Hundred 2018 Siciliani di Massobrio e Gatti

Compie 16 anni la sfida di Paolo Massobrio e Marco Gatti di individuare ogni anno 100 cantine che meritano il podio, senza mai premiare quelle degli anni precedenti. “Vogliamo arrivare ai 20 anni – dicono gli autori di un libro in uscita nei prossimi giorni (Vino: assaggi memorabili di quel giorno e di quell’ora. Cairo Editore) – perché questo esercizio ci ha fatto conoscere dal vivo l’evoluzione qualitativa del vino italiano”.

Top Hundred 2018: le novità che saliranno sul palco a Golosaria

È lo specchio dell’Italia del vino a cui sono stati aggiunti, da due anni, i “Fuori di top”. Si tratta in questo caso di cantine, per lo più piccole o piccolissime e spesso nuove, con vini eccezionali scoperti a chiusura della selezione effettuata con degustazioni collettive. In questo caso i 40 vini, sono stati promossi direttamente sul campo o da Massobrio o da Gatti, quindi senza passare dalle degustazioni plenarie.

A completare il quadro la scelta di 21 Cantine “Memorabili” che rappresentano quelle realtà storiche, già premiate con il Top Hundred, ma che vivono un costante miglioramento della loro offerta. Infine, come ogni anno, il riconoscimento dei Top Hundred ha anche i Top dei Top, ossia l’eccellenza per ogni categoria.

Come sono andati i vini di Sicilia quest’anno? Molto bene, a partire proprio da quest’ultima categoria: due cantine siciliane sono state infatti premiate per i Top dei Top. Il migliore fra i vini bianchi è infatti il Terre Siciliane Bianco “Il Coro di Fondo Antico” 2016 della cantina Fondo Antico di Trapani mentre fra i passiti il Moscato Passito di Noto 2017 di Feudo Luparello di Pachino (SR).  Continue reading “I Top Hundred 2018 Siciliani di Massobrio e Gatti”

ViniBuoni d’Italia 2019: le 19 Corone e le 16 Golden Star di Sicilia

E’ oramai diventato il primo appuntamento dell’anno con le Guide enologiche Italiane: Vini Buoni d’Italia 2019 del Touring Club Italiano anche quest’anno anticipa tutti, e come sempre noi siamo pronti a raccontarvi i vini di Sicilia meritevoli di un premio. Lo abbiamo fatto qui nel 2017 e qui nel 2018

Vinibuoni d'Italia

Una prima considerazione sul numero delle Corone ricevute: quest’anno sono 19, due in più dello scorso (se il buon giorno si vede dal mattino…), con diverse variazioni. Infatti solo Benanti, Fazio, Florio, Hauner, Marco De Bartoli, Palari, Pietradolce, Planeta, Tasca d’Almerita e Tenuta di Fessina si confermano e ricevono la Corona come lo scorso anno, e, fra questi, alcuni per un vino diverso. Fra i vitigni premiati, 3 Corone a Etna Rosso e Nero d’Avola, 2 a Faro fra i rossi, mentre fra i bianchi il più apprezzato è l’Etna Bianco con 2 Corone.

Molto interessante anche l’attribuzione di 16 Golden Star alla Sicilia: fra le altre siamo felici di notare quelle (per noi molto meritate) attribuite ad Arianna Occhipinti, Enò-Trio e Marilena Barbera, a riconoscimento della qualità di questi vignaioli. In questa categoria il vino più premiato è il Nero d’Avola con 5 Star, mentre 4 sono le Star per gli Etna Doc Rosso; fra i bianchi 2 Star ciascuno per Catarratto e Grillo.

Queste le 19 Corone di Sicilia 2019: Continue reading “ViniBuoni d’Italia 2019: le 19 Corone e le 16 Golden Star di Sicilia”

A Lesser Known Wine of Sicily Benefits From Globalization (The NY Times)

Sicily is again the subject of a lesson of Eric Asimov’s Wine School; this time he speaks of Frappato on this New York Times’ article (here you can read it the complete post).

While it is true historically that Sicily’s best-known wines internationally were sweet, I would guess relatively few people in the last 20 years have seen or consumed a Sicilian sweet wine. A lot of bad ones are available, though, and the best known, Marsala, has unfortunately become a synonym for cheap “cooking wines.” Good Marsalas, like those from De Bartoli, can be exquisite, though expensive.

As for nero d’Avola, it became well known beyond Sicily in the 1990s, primarily because a few successful examples allowed Sicilian winemakers to focus on it rather than cabernet sauvignons and merlots designed to earn approval in the export market. While Sicilian nero d’Avolas back then won praise, many of the wines were heavy, out-of-balance or just plain bad. Now, the reputation is mixed for varietal nero d’Avola wines, though I have certainly had some excellent examples.

Nonetheless, nero d’Avola continues to be an important grape. In the southeast corner of Sicily around the city of Vittoria, it is often blended with frappato to produce what is now recognized as one of the island’s best red wines, Cerasuolo di Vittoria.

Did frappato and other newly anointed Sicilian red grapes like nerello mascalese simply pop into being through puffs of magic? Of course not.

They, along with nero d’Avola and many others, have long been grown on the island. For generations, they were made into bulk wines and shipped to northern Italy or France, where they were used to add color and power to local wines deemed too anemic on their own. They were also consumed locally in the communities where the grapes were grown.

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3 Frappatos to Drink Right Now (The New York Times)

A new article of the Eric Asimov’s Wine School on the New York Times about Sicilian wines: today he writes about Frappato.

The grape is frappato, and the wine comes from the Vittoria region of southeast Sicily. The wines of Mount Etna may be getting all the attention, but the wines of Vittoria deserve to be recognized.

The leading wine of the region is Cerasuolo di Vittoria, a blend of frappato and nero d’Avola. We will be tasting straight-up frappatos, which are a little lighter than Cerasuolos and can be enjoyed a little sooner.

Reds like frappato have gained popularity in recent years as consumers have come to appreciate wines that rely on freshness rather than power. Twenty-five years ago it was an entirely different story, as producers in Sicily were betting on international varieties like merlot and cabernet, but tastes have evolved. Nowadays, consumers are far more interested in indigenous grapes like frappato than those grown everywhere else in the world.

The three wines I recommend are:

COS Frappato Terre Siciliane 2015

Occhipinti Il Frappato Terre Siciliane 2015

Valle dell’Acate Il Frappato Vittoria 2016

As is so often the case, you may not be able to find these wines, which are made in limited quantities. It’s a small region, so the selection is not vast, but here are some alternatives: Tami, Manenti, Planeta, Vino Lauria, Bellus, Biscaris and Lamoresca, which is technically not within the confines of Vittoria but is close enough.I realize that looking for small-production wines can be frustrating, yet they are almost always worth seeking out. The alternative — recommending mass-produced bottles — results in either a limited number of subjects endlessly repeated or wines that generally do not show a genre’s potential.

Don’t worry about the vintage. Both 2015s and ’16s will be good choices.

You can read the article here: 3 Frappatos to Drink Right Now

Top10 Cerasuolo di Vittoria per il 2017 secondo Wine Searcher

Concludiamo l’analisi dei rossi di Sicilia ricercati su Wine Searcher, dopo Nero d’Avola ed Etna Rosso, con l’unica DOCG della nostra isola, quella del Cerasuolo di Vittoria. Questo vino, il cui  nome deriva da “cerasa”, la ciliegia in dialetto siciliano, è ottenuto dalle varietà autoctone Nero d’Avola (dal 50% al 70%) e Frappato (dal 30% al 50%).

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Questa la Top10 di fine anno 2017:

  1. cerasuolo-di-vittoria-classico-cosAzienda Agricola Cos – Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG
  2. Planeta – Cerasuolo di Vittoria DOCG
  3. Azienda Agricola Arianna Occhipinti  – ‘Grotte Alte’, Cerasuolo di Vittoria DOCG
  4. Gulfi – Cerasuolo di Vittoria DOCG
  5. Valle dell’Acate – Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG
  6. Planeta – Dorilli, Cerasuolo di Vittoria DOCG
  7. Feudo di Santa Tresa – Cerasuolo di Vittoria DOCG
  8. Azienda Agricola Cos – ‘delle Fontane’, Cerasuolo di Vittoria DOCG
  9. Feudi del Pisciotto – Giambattista Valli, Cerasuolo di Vittoria DOCG
  10. Judeka – Cerasuolo di Vittoria DOCG

Confrontando questa classifica coi dati dello scorso anno, si nota che il Grotte Alte di Arianna Occhipinti sale sul podio recuperando una posizione, così come risale il Cerasuolo di Gulfi ed entra in classifica quello di Judeka. 

Sono 17 le Corone Siciliane della guida Vini Buoni d’Italia 2018

Le commissioni dei 21 coordinatori regionali riuniti a Villa di Toppo Florio a Buttrio hanno assegnato il massimo riconoscimento ai vini di eccellenza per l’edizione 2018 della guida del Touring Club Italiano, Vini Buoni d’Italia. Alla Sicilia sono state assegnate 17 corone, senza grandi sorprese, con i soliti nomi (e poca fantasia).

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Il Cerasuolo di Vittoria di Valle dell’Acate (ilGolosario)

Il vino su cui ci sentiamo di scommettere quest’anno? Il Cerasuolo di Vittoria! Sì, per il Cerasuolo di Vittoria sarà vittoria! Essendo, come è noto, la fama di un vino e di un territorio, legata alla presenza di una persona carismatica – è stato così in tutte le zone oggi celebri – , i tempi sono maturi, perché questo accada anche per questo vino e per la zona di cui è figlio.

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The Top10 of Cerasuolo di Vittoria, according to Wine Searcher

After the Top10 of Nero d’Avola and Grillo at the end 2016, according to Wine Searcher, let us now have a look at the most popular Cerasuolo di Vittoria in the world. Continue reading “The Top10 of Cerasuolo di Vittoria, according to Wine Searcher”