Il primo vino d’Europa: Monte Kronio

Maurizio Gily intervista in questo video l’archeologo Davide Tanasi, dell’Università della South Florida, coordinatore del progetto che ha portato alla scoperta di residui di vino in giare dell’Età del Rame (terzo millennio a.C.) in una grotta di Sciacca (Ag), sul Monte Kronio. La scoperta porta a riscrivere la storia del vino nel bacino del Mediterraneo.

Cibo Nostrum 2018: grande attesa per la 7° edizione

Dal 20 al 22 maggio, ritorna tra l’Etna e Taormina la “Grande Festa della Cucina Italiana”. Il prestigioso evento porta la firma di Federazione Italiana Cuochi con numerosi partners e si conferma da subito internazionale. Tanti gli appuntamenti alle falde del vulcano e nella “Perla dello Jonio” con migliaia di Chef, giornalisti e produttori.

 Le premesse ci sono tutte perché quest’anno si possa parlare di edizione dei record, poiché a poca distanza da questa 7^ edizione sono già tantissime le adesioni giunte alla segreteria, sia da parte degli Chef che dei produttori e giornalisti presenti. Così il primo dato che fa notizia è la grandissima attesa che c’è ormai da mesi per CIBO NOSTRUM, la GRANDE FESTA DELLA CUCINA ITALIANA che, come da tradizione, tornerà tra l’Etna e Taormina, questa volta dal 20 al 22 maggio, per una “tre giorni” all’insegna dell’enogastronomia italiana, e non solo. La manifestazione, infatti, conferma il suo spirito di solidarietà e quest’anno il suo grande cuore allargherà il campo d’azione. Continue reading “Cibo Nostrum 2018: grande attesa per la 7° edizione”

From the Savory Side, the Salty Carricantes of Sicily (The New York Times)

Great lesson about Etna Biancos in the Wine School of Eric Asimov, on The New York Times:

To describe a wine as “salty” may not seem like much of a compliment. Yet it can be high praise indeed.

Some of the world’s greatest wines have a distinct saline tang. In France, where the vocabulary for describing wine dwarfs the capacity of English, to remark on a wine’s “salinité” is to toss a welcome though perhaps voguish verbal bouquet.

In my experience, few wines demonstrate this notion of salinity as well as the whites in the Etna Bianco category, made largely or entirely from carricante grapes grown in the foothills of Mount Etna in Sicily. They are marked by a distinctive savory tang that the winemakers will tell you is blown in by the salty wind off the Mediterranean.

Here at Wine School, where for the last month we have been drinking Etna Biancos, we prize savory wines. We also recognize that they are likely to be an acquired taste, especially for palates honed in the United States.

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Moscato Cerletti, il futuro di un vitigno siciliano del 1874 poi chiamato Grillo (Wine in Sicily)

La storia del Grillo, raccontata da Wine in Sicily:

Diffuso nella Sicilia occidentale, particolarmente nel territorio di Trapani, il Grillo è un vitigno chiave nella produzione dei vini della provincia di Trapani. Fondamentale per i Marsala, ha dimostrato negli ultimi anni di essere un protagonista anche della tavola e sembra, anzi, che si sia evoluto sempre di più come vino strutturato e da affinamento. Con risultati sorprendenti.

Un passo indietro. Sulla sua storia e sulle caratteristiche c’è ancora poco. Sappiamo, però, che è un vitigno contemporaneo e che è un incrocio tra i vitigni Catarratto e Zibibbo (o Moscato di Alessandria). Le informazioni di archivio portano a Favara, un comune dell’agrigentino.

Il barone Antonino Mendola

Sul finire dell’Ottocento, il barone Antonino Mendola, agronomo e ampelografo, si dedicò allo studio delle viti, su oltre 4 mila varietà. Fra i documenti ritrovati ce n’è uno importantissimo. L’atto di nascita del Grillo, datato 1874, è scritto di pugno proprio dallo stesso Mendola: “seme di Catarratto bianco fecondato artificialmente col Zibibbo nella fioritura del 1869 nel mio vigneto Piana dei Peri presso Favara; raccolto a 27 agosto dello stesso anno; seminato in vaso a 3 marzo 1870 e nato verso il 20 maggio. Nel 1871 osservando nel vaso 105 una piantolina ben distinguersi tra le molte sue consorelle per vigore e colore delle foglie e più per tormento trassi una piccola mazza e la innestai nel febbraio 1872 sopra un robusto ceppo di Inzolia nera onde affrettare la fruttificazione e così ebbi il piacere di gustarne i primi grappoli nell’autunno 1874. Dedico questa pianta al chiarissimo Ing. G. B. Cerletti, direttore della Stazione Enologica di Gattinara”. Continue reading “Moscato Cerletti, il futuro di un vitigno siciliano del 1874 poi chiamato Grillo (Wine in Sicily)”

The 5 Most Read Stories of 2017 (Vini di Sicilia)

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Here are the most-read Vinidisicilia.blog stories published in 2017:

  1. 7 Bottles that Put Sicily on the Map of Trendy Wine Regions (Food & Wine)
  2. 6 Top Sicilian Wines You Need To Try
  3. Top20 Wines of Sicily 2016
  4. Top 10 Nero d’Avola 2017 according to Wine Searcher
  5. The Top10 of Etna Bianco (Wine Searcher)

If you like to review them of if you missed these posts, enjoy your reading!

Incontrando la Karen Blixen dei vini dell’Etna

Coraggio e passione, per unire 2 mondi apparentemente distanti: la Danimarca e la Sicilia. Due parole per descrivere l’idea meravigliosa di Anne-Louise Mikkelsen, la Karen Blixen dei vini dell’Etna, di Tenuta di Aglaea.

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La Sicilia è terra d’invasione per eccellenza, è il luogo del riposo di ogni guerriero” scriveva Pietrangelo Buttafuoco su Il Foglio nel 2003. E citava “Soldier’s guide to Sicily“, la guida che nel 1943 il generale Eisenhower  fece consegnare a ciascuno dei 450.000 soldati americani che sarebbero sbarcati in Sicilia, tradotta e ripubblicata da Sellerio: «Invasori e dominatori che si sono succeduti in tutte le epoche, hanno oppresso la popolazione. Greci, romani, cartaginesi, vandali, goti, bizantini, arabi, normanni, tedeschi, francesi, napoletani e infine gli italiani hanno dominato l’Isola».

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In realtà, in Sicilia siamo orgogliosi di tutto quello che questi popoli ci hanno insegnato e lasciato in eredità, anche nel mondo del vino. “Cosa c’è di meglio delle invasioni per accrescere la civiltà?” si chiedeva Lina Wertmüller. Continue reading “Incontrando la Karen Blixen dei vini dell’Etna”

This versatile Italian red is Sicily’s answer to Pinot noir (VinePair)

Put down the Pinot Noir and step away from the corkscrew. There’s a new light red in town, and — I’m going to say it —it’s better.

Nerello Mascalese isn’t some sommelier favorite that’s hard to pronounce and impossible to find outside of hipster wine bars. It’s the people’s grape of Mount Etna, Sicily, and one of the few varieties that have survived centuries of trends, phylloxera, and volcanic eruptions.

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L’Etna by Guido Borelli

Sicily is no stranger to grapevines, but most of the island’s modern winemaking has focused on bulk production and sweet Marsala. While certain growers were caving to economic pressures and replanting ancient vineyards with high-yielding varieties destined for bulk wine, Nerello Mascalese continued to silently thrive. A longtime local favorite, it’s also getting its due beyond the confines of the Mediterranean’s largest island. Continue reading “This versatile Italian red is Sicily’s answer to Pinot noir (VinePair)”

Torna il Sicilian Wine Awards, il premio dedicato ai migliori vini siciliani

Torna il Sicilian Wine Awards. La seconda edizione del concorso enologico organizzato dal giornale on line di enogastronomia Cronachedigusto.it e aperta a tutte le aziende siciliane. La premiazione è prevista il 22 ottobre nell’ambito di Taormina Gourmet.

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Gaja and Graci gear up for their First Etna Harvest (Indian Wine Academy)

Sep 15: The new Sicilian joint venture of the ‘Prince of Piedmont’ and the Wine Enthusiast Man of the year Angelo Gaja and the Etna producer Alberto Graci, is getting ready for the first harvest next month, to be fermented at Graci’s winery in the village of Passopisciaro on the north slope of Mount Etna and sold through Gaja Distribuzione, the distribution arm of Gaja family
Click For Large ViewI met Angelo Gaja, the iconic producer of Gaja wines in Piedmont with wineries also in Bolgheri and Montalcino in Tuscany, in 2002When I met the Man from Barbaresco, in 2003 at the Ca’Marcanda  winery in Bolgheri and asked him if he had plans of buying more wineries, Gaja told me he had several offers from foreign producer to collaborate but he declined because he liked to have the vines always under his nose so he could monitor the grape quality.

While interviewing him at his winery in Barbaresco in June 2009, he said, ‘I am still getting offers every week but I still feel the same. Besides, now I am not that young. The kids have grown up. They have to decide. If they want to do it they can go ahead.’ He was then 69 years old, at an age where most men think of retiring. But he was focussing on shaping his daughters Gaia and Rossana who are now totally involved in the business along with younger brother Giovanni.

Retiring Gaja?

While reporting the Vertical Tasting of top-ended Gaja wine Sorì San Lorenzo 1971-2011 in November 2014, Antonio Galloni, the American expert on Italian wines, wrote, “Angelo and Lucia Gaja’s children, Gaia, Rossana and Giovanni, are now increasingly involved in the family business. Generational succession is the single greatest challenge facing Piedmont’s wineries today. If Angelo and Lucia Gaja can take their hands off their estate, to their children and give them the freedom to make decisions, they will succeed where so many others before them have failed.”

The succession seemed to be complete when the siblings brought back the IGT single vineyards iconic wines like Sori San Lorenzo into the DOCG Barbaresco fold with his blessings and Gaia Gaja so admitting.

Therefore it came as a surprise in April this year when, at the age of 77 and almost 50 years after taking reins of the family winery, Angelo announced stepping beyond the mainland Italy (both Montalcino and Bolgheri in Tuscany are at a motorable distance from his home in Barbaresco) and going to the volcanic Etna region in Sicily. And for the first time he decided to partner outside the family in a business venture when he chose to collaborate with Alberto Graci (pronounced  Gra-chi) as his equal joint venture partner to buy vineyards and set up a separate winery.

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Marsala’s Barrel Makers

Alice in Wonderlands

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Li Causi barrel at Tasca’s Regaleali estate

I had first seen the Li Causi logo a few months ago, stamped onto a barrel at Tasca’s Regaleali estate. The image is of a man hammering rings of metal onto a wooden barrel. I took a photo of it, with a mental note to research the company. I didn’t, time got away from me and I forgot about the little hammering man…until last week.

Honestly, barrels aren’t something that I often think about. I should though–they are used in the fermentation and aging of the majority of big reds, also a number of white wines too. Each seemingly insignificant stage of the barrel making process will affect the final result of the wine: from the age of the wood to the level of ‘toasting’. Tasca ages some of their wines in Li Causi barrels: the results are fantastic. The Riserva Del Conte…

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